Obliate donne - Associazione Culturale Galleria Papini

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Obliate donne

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OBLIATE DONNE – Mostra di MATTEO BEDUCCI
 
30 Aprile - 15 Maggio 2022
 
Inaugurazione: Sabato 30 Aprile 2022 ore 18.00 presso la Galleria Papini
  
                                                                             Via Bernabei 39 - Ancona
  
Orario mostra: dal martedì alla domenica 17.3019.30
 
 
 
Per Matteo Beducci la prassi della fotografia da privatissima passione come si era presentata agli inizi, è andata via via, nel tempo, precisandosi come indispensabile strumento espressivo e insieme  conoscitivo. Un percorso che pur restando essenzialmente creativo, legato ad un fondo prevalentemente emozionale, ha consentito, all’autore di questi scatti esposti in mostra, anche  di ampliare il  proprio bagaglio ideologico. Se si analizzano i lavori precedenti comparandoli con gli esiti attuali del suo itinerario si evince subito l’idea che  l’agire fotografico di Matteo Beducci ha percorso il tragitto senza nette soluzioni di continuità, senza sconvolgimenti di sorta, con assoluta fedeltà rispetto alla direzione intrapresa ispirata principalmente ad un ruolo  quasi salvifico dell’immagine fotografica. Il lavoro che ha preceduto gli scatti fotografici presenti in questo progetto  insisteva infatti sul tema della documentazione che riesce ad  impedire la morte assoluta delle cose. Prima che l’azione  rovinosa del tempo giunga  alla totale distruzione e nientificazione dei luoghi che hanno ospitato la nostra vita ed hanno costituito dimora, rifugio e proiezione esterna del desiderio  di chi vi ha vissuto nel passato-spazi sontuosi e magnifici che anche nelle attuali condizioni di sfacelo e abbandono  riescono a conservare tracce di un remoto splendore-lo scatto fotografico  è in grado di sottrarli all’oblio e in un certo senso a “ salvarli” dall’oscuro e angosciante agguato della fine. A questi luoghi vuoti di presenze vitali ma carichi di segni e tracce di precedenti esperienze di vita, le opere in mostra sovrappongono a questi fondali segnati dalla mancanza, dall’assenza, le forme, teatralmente spettacolari, di un ulteriore scenario dominato da seduttive figure di donna  che si servono degli spazi dell’oblio e dell’abbandono per  raccontare, in modalità   espressionisticamente enfatizzate, la loro condizione di abbandono e oblio. Non più la mera documentazione, non più il salvataggio di ciò che altrimenti andrebbe perduto, ma la  fotografia come ricostruzione scenica,ovvero la rappresentazione teatrale   simbolicamente forte nelle sue enunciazioni:la donna in queste immagini di sontuose nature morte è pensata come dispensatrice di colore in un mondo che perde a  poco a poco le sue tinte ed è  portatrice di vita in opposizione dialettica   all’azione del tempo che invece consegna alla realtà cancellazioni, distruzione e fine.
Prof. Antonio Luccarini

 
Biografia di Matteo Beducci
Matteo Beducci, nasce ad Ancona nel marzo del 1971, innamorato della fotografia sin da bambino quando, grazie a suo padre, è stato introdotto in un mondo che lo ha subito affascinato e che poi ha cominciato a praticare con l’uso della sua prima macchina, una Polaroid. Ha cominciato la sua attività di autore fotografico con la Streetphotography (fotografia di strada), andando tra le città alla ricerca di momenti di vita quotidiana, alla ricerca di scatti che fermassero questi istanti per poi approdare e dedicarsi negli ultimi anni all’Urbex (esplorazione urbana).
"Sono alla costante ricerca di architetture come ville, palazzi, dimore tra le più affascinanti e luoghi urbani abbandonati, ricchi di storie da raccontare alla ricerca della bellezza intrinseca che questi luoghi sanno regalare se colti con l’occhio attento del fotografo.                                                        
La mia prima esposizione fotografica risale al 2018, ad Ancona, nella quale ho cercato di raccontare la vita, in un casale di campagna abbandonato, raccogliendo immagini di possibili esistenze trascorse, immaginandone  il luogo, abitato o usato, forse, anche da gente di passaggio in cerca di riparo.  
Nel novembre del 2021 ho realizzato una seconda mostra fotografica intitolata Obliati Spazi, nella quale ho esposto una raccolta di fotografie di luoghi abbandonati che ho esplorato, cercando di portare alla luce un patrimonio culturale italiano che sta scomparendo senza che nessuno se ne accorga.        
In questa seconda mostra intitolata Obliate Donne, cerco di raccontare la solitudine di quelle donne che hanno subito ingiustizie nel corso della loro vita, ma che, grazie alla loro volontà sono riuscite a rinascere ancora più forti, donne ritratte in luoghi abbandonati ."


IMMAGINI DELL'INAUGURAZIONE

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