Silere - Associazione Culturale Galleria Papini

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Silere

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SILERE - PIA BACCHIELLI

15 - 29 Maggio 2021
Orario mostra: dal giovedì al sabato ore 18.00-20.00
Gli altri giorni su appuntamento contattando messenger di Galleria Puccini Associazione Culturale

 
Partire dal sogno

Le immagini che ci consegnano gli scatti realizzati da Pia Bacchielli sono da leggersi come elementi dinamici di una vera e propria sequenza. Una sequenza che però non rientra in una operazione di ambito cinetico e non si apparenta con descrizioni di tipo cinematografico. Essa  rivela, piuttosto,  l’utilizzo di  forme, prassi e direzioni di una poetica strutturata in senso letterario; in altre parole la narrazione contenuta in queste immagini ha più legami con le modalità di una scrittura che con quelle di una vicenda  o una storia  raccontate attraverso un film. D’altra parte il legame tra immagine e parola ha costituito proprio il punto di incontro con il mezzo fotografico da parte dell’autrice. Pia Bacchielli per anni ha raccontato la quotidianità e i  risvolti curiosi o drammatici o festosi di una città di provincia e proprio per questo aggancio ineludibile  con il dato reale, imposto dalla sua professione di giornalista, per documentare con più rigore e ed esattezza i suoi racconti di cronaca nelle pagine del quotidiano in cui lavorava, ha dovuto spesso far ricorso alla fotografia.  Da qui la direzione impressa alla sua prassi fotografica in cui l’immagine colta dallo sguardo deve  rifuggire  dall’uso decorativo e ornamentale, senza peraltro perdere  il nitore e la grazia compositiva, e deve rinunciare alla pretesa di assoluta fedeltà al dato reale. L’immagine fotografica può sostituire la parola e prenderne il posto, mantenendone, però, l’ordine  semantico, grammaticale e sintattico. Le foto di questa esposizione costituiscono l’esito felice di questa impostazione estetica: ogni scatto è stato realizzato con l’intento di adunare dettagli da usare come simbologie o come metafore, non per esplicare e chiarire, ma per   alludere ed evocare, in un linguaggio che alla fine risulta più vicino al resoconto onirico che  alle suggestioni della fiaba come potrebbe apparire ad un primo sguardo. Il bianco nero utilizzato è in grado  di cancellare asprezze ed estremi di forme e tinte: nessun abbacinante chiarore e nessuna cupezza delle ombre. Al paesaggio che fa da fondale al racconto mitico narrato, con le sue spiagge, con una vegetazione che sembra combattere la sfida della sopravvivenza in terre aride e nude, in un cielo bagnato da una lattiginosa luce solare, viene sottratta l’identità  geografica. Gli stessi personaggi  ripresi dalle foto confermano  l’atmosfera sospesa e  l’ambiguità dei richiami culturali citati. Era stata Anais Nin a suggerire in uno dei suoi ultimi scritti che ogni narrazione letteraria del futuro avrebbe dovuto procedere dal sogno perché  soltanto il linguaggio onirico era capace di costruire il necessario collegamento tra conscio e inconscio, tra la nostra vita esteriore e la nostra più profonda interiorità.
Prof. Antonio Luccarini


Di nuovi orizzonti
Pia Bacchielli è una cronista forgiata dai valori della resistenza e della tenacia ma a ben vedere è anche un’antropologa visuale. Per questo passare dal giornalismo alla fotografia, più che di una sfida, assume la connotazione di un’evoluzione naturale: un percorso euristico che dalle parole arriva alle immagini acquisendo ancor più umanità e densità. Una scelta che, in un primo momento, trova nel reportage il più valido degli strumenti di osservazione e conoscenza della vita.

Poi ecco Silere, una sequenza scattata a Lanzarote, isola dura e vulcanica delle Canarie, segnata dalle rocce e sferzata dal vento. Silere è un verbo latino che indica al tempo stesso il non far rumore e il tacere e sembra esprimere il proposito dell’autrice di mostrare questo nuovo capitolo della sua ricerca senza fornire una traccia narrativa. Allo stesso tempo, però, il titolo rappresenta un indizio che, inevitabilmente si intreccia con uno dei nuclei di questo corpus: l’immagine che immortala la revisione di un verso dell’Eneide fatta a mano da Adriano, padre e traduttore. Un dettaglio che permette di scorgere in questi scatti un percorso che parte dalle parole e, come suggerisce l’accostamento del verso virgiliano, approda ad un lirismo intenso e poetico. Non è certo un caso che le foto, virate in seppia, raccontino l’isola  come fossero lontani ricordi che trascendono la realtà eppure, simultaneamente, accostando alla morbidezza del tono il grandangolo, in questi spaccati, l’occhio dell’osservatore può spaziare in un vasto campo visivo dove il principale soggetto dell’inquadratura è solo il frammento di un racconto più esteso. Un ciclo all’insegna di immagini-simbolo: una sposa con l’abito infangato che sembra camminare sulla pellicola fluida che separa due mondi; una giovane donna i cui capelli mossi dal vento rimano, in una dolce analogia formale, con le onde del mare; due mani che, chiuse a coppa, accolgono una conchiglia la cui forma geometrica si ripropone nei limitrofi cerchi concentrici; una silhouette femminile che dialoga con la dorsale montuosa che ha alle spalle. I due cactus in tandem con il bivio stradale accostano la doppiezza al tema della scelta; il vulcano, dalla sua posizione centrale, governa sulla natura e sulle rocce; due giovani uomini cercano la loro strada noncuranti delle tracce già segnate. Ultima, una t-shirt abbandonata sul bagnasciuga perché “alla fine, c’è sempre qualcosa che si lascia”.

Silere è un progetto che espande il lavoro di Pia Bacchielli verso nuovi orizzonti di senso abbracciando la rappresentazione di emozioni e vissuti condivisi; in questa nuova direzione, si potrebbe pensare che l’autrice abbia deciso di rovesciare il suo sguardo e, partendo dalla pluralità di voci che ha accolto nella sua vita, incastonare anche la sua storia in un grande atlante dell’umanità.

Nicoletta Rosetti storica dell’arte


Biografia Maria Pia Letizia Bacchielli

 
Pia Bacchielli è nata e vive ad Ancona.
E’ laureata in Filosofia ed è giornalista professionista.
L’interesse per la fotografia è iniziato all’università, seguendo le ricerche sul campo del prof. Gastone Venturelli docente  di “Storia delle Tradizioni Popolari” di Urbino.
Da anni si dedica al reportage. E’ stata fra i finalisti dell’edizione 2019 del Festival della Fotografia Etica di Lodi.


 


 
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