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Mostra d’arte di Luca Vignoni alias Dorico
Mostra d’arte di Luca Vignoni alias Dorico
27 Febbraio – 15 Marzo 2026
Venerdì 27 Febbraio 2026 ore 18.00
Orario mostra: dal giovedì alla domenica 17.30-19.30
Testo critico e Presentazione di Marco Tarsetti
La vera casa dell’uomo non è una casa, ma la strada, e […] la vita stessa è un viaggio da fare a piedi
[Bruce Chatwin, Che ci faccio qui?]
Questa frase di Chatwin ben introduce e subito focalizza il tema della mostra in cui siete arrivati. Nelle opere di Luca Vignoni – in arte Dorico – la strada è metafora della vita: la vita umana si svolge come un cammino e le opere qui esposte si raggruppano, condensandolo, intorno a tale tema, molto caro alla sua ricerca artistica.
La strada è reale e metaforica: la sua essenza sta nell’essere dinamica e aperta, un luogo non circoscritto che si estende verso l’altrove. Metaforica perché la strada è come la vita: un percorso lungo cui si impara molto e ci si perde spesso, verso una destinazione a volte nota a volte no, un cammino che programmiamo ma che pure sfugge al nostro controllo.
Qui troviamo brani di realtà che raccontano la strada, a partire dall’opera scelta per la locandina: La strada, una via affollata di persone diverse, che camminano in tutte le direzioni. Trovo affascinante come qui si coniughi un approccio umanista, che abbraccia amorosamente la varietà umana, con una disincantata denuncia dell’alienazione, raccontata dai passi rapidi e distratti e soprattutto dall’assenza dei volti.
Luca è artista e anche uomo del suo tempo, che assorbe ed elabora con la sua sensibilità le problematiche della nostra epoca, partendo da un tema sovrano in tutta l’arte moderna: l’alienazione.
L’approccio è disincantato ma mai cinico: c’è nella sua pittura delicatezza, rispetto, comprensione e amore verso l’umanità, che è sempre centrale anche nell’assenza – e questo lo vedremo ancora.
Sono opere che denunciano le brutture della società contemporanea – la solitudine, il consumismo, la povertà – ma lo fanno abbracciando l’umanità dei soggetti, che risuona con quella degli osservatori.
Vi troviamo un campionario della vita: ci sono gli oggetti, come le Vecchie scarpe, metafora di movimento eppure totalmente concrete, consumate, indispensabili per percorrere la strada; c’è la spazzatura del Cestino vuoto, di nuovo oggetto reale e al contempo metafora del consumismo; c’è l’amore dei giovani in Rosa in amore e la solitudine della vecchiaia in Al di là di questa strada, dove torna la sovrapposizione del cammino della strada con quello della vita; c’è la povertà, grande dramma del nostro tempo, nel ritratto a matita del mendicante di Elemosina, dove pure si esalta la dignità di un uomo che per la strada è caduto, provando difficoltà e dolore, eppure resiste. Mi commuove soprattutto Malinconia, dove un senzatetto sogna una vita persa o forse mai avuta, che aleggia sopra il suo corpo dormiente, affaticato. Nella nostra epoca così piena di cattiveria, sono un bellissimo atto di resistenza le opere di Dorico, che traggono forza espressiva dalla loro delicatezza.
Centrale è la figura dell’Albero al tramonto: un nodoso albero di fico, senza foglie, una forma di vita all’apparenza statica anzi morente, in realtà “albero della vita”, figura che ci parla di natura, resistenza e cambiamento.
Molto bella anche Un ultimo sguardo, riflessione metapittorica dove si fissa l’ultimo istante di qualcosa che sta svanendo: gli imbianchini che stanno coprendo il volto della giovane ci stanno in realtà offrendo la possibilità di rivedere qualcosa che magari non avevamo notato, che si esalta nel momento stesso in cui scompare. Nella strada della vita spesso, troppo spesso vediamo con attenzione le cose solo quando le stiamo perdendo.
Dicevamo dell’alienazione, e della capacità di Luca di raccontare l’umano con profondità, anche nell’assenza: mi piace concludere con questa riflessione, presente nel dipinto Relazioni in vetrina, dove due manichini, mentre vengono spostati, sembrano quasi volersi sfiorare, toccare. I manichini qui non sono un simulacro ma piuttosto un simbolo dell’umano, in cui si incarna il desiderio umanissimo di vicinanza e contatto.
Homo sum, humani nihil a me alienum puto scriveva Terenzio: la forza delle opere di Luca sta tutta in questa capacità umanissima e umanistica di denunciare l’alienazione senza cinismo, e soprattutto di raccontare l’umano con partecipazione e profondità.
Dunque auguri Dorico per la strada che farai con la tua vita e la tua arte!
Biografia Luca Vignoni alias Dorico
Mi chiamo Luca Vignoni, sono nato ad Ancona nel 2000. Dopo il diploma al Liceo Edgardo Mannucci, ho proseguito il mio percorso formativo all’Accademia di Belle Arti di Macerata, scegliendo l’indirizzo di Cinema, regia e arti multimediali.
Il disegno per me non è mai stato soltanto un passatempo: è sempre stato un bisogno primario, radicato nell’infanzia. Il mio cammino è iniziato con una matita tra le mani e, da allora, non ho mai smesso di disegnare. Attraverso il segno ho imparato a osservare, comprendere e raccontare il mondo.
Nelle mie opere emergono spesso richiami alla pittura ed al cinema, linguaggi che sento profondamente affi ni e che infl uenzano il mio modo di costruire immagini e narrazioni. Il percorso accademico ha ampliato e consolidato le mie competenze, sia teoriche che pratiche, soprattutto nell’ambito dei nuovi media. Ho approfondito discipline come la regia, la direzione della fotografi a, l’illuminotecnica, il sound design e la cinematografi a, integrando questi strumenti nel mio processo creativo.
Creo mettendomi costantemente in discussione, accettando l’autocritica e il giudizio altrui come parti fondamentali della crescita artistica. La mia volontà è quella di celebrare il creato e le scene che lo caratterizzano: attraverso l’arte cerco una consapevolezza più profonda di quel fenomeno complesso ed incredibile che chiamiamo vita.