Sacra
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SACRA
Mostra fotografica di Pia Bacchielli
Mostra fotografica di Pia Bacchielli
23
Aprile – 10 Maggio 2026
Giovedì
23 Aprile 2026 ore 18.00
Orario
mostra: dal giovedì alla domenica 17.30-19.30
Presentazione di Michele Servadio
E
io dico che mi piace la parola amen
perché
sa di preghiera e di pioggia dentro la terra
e
di pietà dentro il silenzio.
Pierluigi
Cappello, Parole Povere
La
parola “sacro” deriva dal latino “sacer”, letteralmente “ciò
che è consacrato”, ovvero qualcosa che vive al di fuori della
dimensione umana e del mondo di tutti giorni, qualcosa che appartiene
a una dimensione superiore che è prerogativa non dell’uomo ma del
divino. Eppure, riflettendoci a fondo, molte sono le tracce del
“sacro” che possiamo rinvenire nella vita quotidiana, celate
dietro oggetti o simboli apparentemente comuni ma che, in realtà,
nascondono un significato ben più profondo e antico. È proprio su
questo sentiero concettuale che si muove Sacra,
l’ultimo progetto espositivo di Pia Bacchielli.
Dopo
Silere,
Komaros
e
Mneme,
la fotografa marchigiana torna a indagare il mondo che la circonda e
questa volta la meta del suo viaggio è un universo volutamente
sfumato nella forma ma estremamente nitido nella sostanza, popolato
da simboli criptici, divinità primigenie e oggetti che portano con
sé il legame con un passato remoto e con un mondo che vive alle
radici del tempo.
A
fare da sfondo a queste sequenze fotografiche è il concetto di
sacro, qui declinato in una serie di immagini fortemente evocative
nella loro unicità, manifesto tangibile del linguaggio dell’artista,
mai banale o scontato, ma sempre coerente e ricercato, che ha
nell’elemento antropologico l’anello di congiunzione necessario
fra presente e passato.
Con
questo lavoro Pia Bacchielli introduce una riflessione che consente
all’osservatore di scendere sin nel profondo dell’animo umano, là
dove si possono ancora cogliere i segni di una sacralità ormai in
lento disfacimento.
È
quindi più che naturale che il punto di partenza di questo percorso
sia rappresentato da una dea che viene rinnegata e scacciata
dall’uomo e, proprio per questo, raffigurata volutamente sfumata,
poiché privata della sua identità. Ci sono poi simboli dal forte
contenuto apotropaico che inducono nell’animo dello spettatore più
di un interrogativo; c’è il cerchio sacro segno dell’Unità del
principio, la sacra spirale che rende eterno e infinito il movimento
circolare che nasce nel punto di origine, il male colto nella sua
dimensione caprina riconducibile all’iconografia dell’antico dio
Pan, fino all’arte ferita dopo il terremoto del 2016.
Il
cuore che contiene in sé il significato più puro di questo lavoro è
però il Femminile; che sia rappresentato dall’immagine di una
madre o di una sposa, esso racchiude in sé la sacralità più
profonda e antica, ovvero il mistero della vita.
Proprio
in questa dimensione vive la missione ultima di questo progetto; Pia
Bacchielli riesce infatti a costruire, immagine dopo immagine, una
riflessione che, partendo dalla sacralità nel mondo contemporaneo,
giunge a celebrare il valore dell’umanità nella sua dimensione
universale e collettiva.
Biografia di Pia Bacchielli
Pia Bacchielli è
nata e vive ad Ancona.
Giornalista
professionista, si è laureata in Filosofia a Urbino.
Ha
iniziato ad appassionarsi di fotografia all’università seguendo il
corso di Storia delle Tradizioni Popolari con ricerche sul campo.
Ha
quindi frequentato seminari e workshop con fotografi di livello
internazionale.
Da
giornalista si è occupata di cronaca, settore che l’ha portata a
prediligere il reportage come genere fotografico per poi approdare a
un linguaggio più intimo ed evocativo.
E’
stata fra gli organizzatori di Ancona Foto Festival.
Nel
suo curriculum, mostre sia collettive che personali.
I
suoi lavori hanno ricevuto riconoscimenti a festival e
concorsi nazionali.