Vai ai contenuti

Al di là del mare - Associazione Culturale Galleria Papini

Salta menù
Salta menù

Al di là del mare

Mostre > 2025
         
Al di là del Mare”
Mostra d’arte di Mauro Graziani

 
 
 
0621 Settembre 2025
Inaugurazione: Sabato 6 Settembre ore 18.00
Orario mostra: dal giovedì alla domenica 17.30-19.30

 
Presentazione di Michele Servadio
 
 
Riconosco nelle macerie
le immagini dei miei istinti
Mauro Graziani

L’uomo solca la via del mare fin dai tempi più antichi; sulla prua delle navi, in origine, veniva spesso rappresentato un occhio; esso aveva un significato apotropaico, e il suo scopo era quello di osservare il mare, scacciare i pericoli e riportare i naviganti sani e salvi nelle loro case. Con il passare dei secoli, questa singolare iconografia ha iniziato a cambiare; gli occhi hanno lasciato il posto ad animali feroci e spesso mitologici, come leoni famelici e draghi alati, i quali hanno decorato la prua delle navi fino al Medioevo, quando furono abbandonati per via dei rigidi dettami della dottrina cristiana. Per molto tempo le navi furono nude e spoglie; tutto cambiò nuovamente in età barocca, quando nacque la “polena”, dal francese “poulaine”, parola utilizzata per indicare una particolare tipologia di calzatura, di derivazione polacca, con punta lunga e rialzata. Le prue delle navi iniziarono così a essere nuovamente ornate da figure simboliche e femminili che, grazie alla maestria di raffinati intagliatori lignei, acquisivano spesso fattezze di rara bellezza.
Proprio una polena è il punto di partenza per comprendere l’essenza dell’ultimo progetto di Mauro Graziani; con la scultura “Sogno sul mare” l’artista ha colto il momento in cui avviene la trasformazione fra una donna e una barca, quasi come se una polena volesse autolegittimarsi per lasciare la via del mare (idea) e giungere alla terra (materia). Quest’opera porta con sé nel titolo la parola “sogno”, e probabilmente nasce come tale nella mente dell’artista; eppure ci dice molto di lui, della sua creatività e della sua personale iconografia. La chiave per comprenderla risiede infatti nel cambiamento e nella trasformazione.
Artista poliedrico di formazione accademica, attivo tanto nella pittura quanto nella scultura, il nuovo progetto di Mauro Graziani parla di trasformazioni e cambiamenti che viaggiano a ritmo serrato, quasi incontrollato; queste metamorfosi non riguardano solamente la forma ma vogliono travalicare il superfluo per giungere alla sostanza, giungendo in quella sfera di significato che vive al di là del mare. Ecco allora che dinanzi all’occhio dell’osservatore appaiono scene simboliche e fortemente evocative, dove tutto è in continuo divenire, dove il mondo è colto nel momento in cui tutto può cambiare, che sia una percezione, un pensiero o un’emozione.
L’aspetto che tuttavia più colpisce di queste composizioni risiede nella capacità dell’artista di instaurare un dialogo con l’osservatore: prima lo colpisce con un sapiente uso dell’immagine e poi lo sprona, lo invita a riflettere e meditare su ciò che vede, suggerendo possibili chiavi di lettura, spesso nascoste e cifrate all’interno dell’opera. È in quel momento che la sua pittura abbandona i crismi del decorativismo per acquisire una dimensione colta, etica e soprattutto politica. Nei suoi dipinti sono molti i rimandi alla contemporaneità in declino, ma sono tutti filtrati grazie a un sapiente uso della simbologia e dell’allusione; le iconografie provengono tanto dalla mitologia, quanto dalla religione e dal mondo di tutti i giorni. A rimarcare questo dialogo artistico contribuiscono spesso le didascalie che l’artista inserisce all’interno delle proprie composizioni, alle volte più chiare, altre volte più oscure e criptiche; questo è perché il loro scopo non consiste nel fornire risposte ma nel proporre domande. Ecco allora comparire davanti all’occhio dell’osservatore un San Sebastiano che non viene ucciso dalle frecce scagliate dai commilitoni romani, bensì dall’orrore che prova dinanzi alla guerra, alla povertà e all’inquinamento. Ci sono poi tre soldati armati che avanzano minacciosi verso l’osservatore davanti a tre croci che sovrastano un Golgota fatto di macerie che non può non portare alla mente di chi l’osserva le immagini di devastazione e conflitto a cui assistiamo ormai ogni giorno. In molte di queste scene si colgono alcune presenze, corpi in trasparenza e volti sfumati, come quella di un anziano che forse rimanda a un’entità superiore o forse rappresenta quella saggezza ironica, a tratti anche giocosa, di cui è in possesso l’artista. Quella di Mauro Graziani non è una pittura semplice, né tantomeno banale; è impegnata e impegnativa, per poter essere compresa spinge l’osservatore a riflettere e meditare sulle immagini. Non è quindi casuale un’altra iconografia da lui molto utilizzata, ovvero quella della scogliera e della falesia, che porta con sé l’idea di una grandezza tale che l’uomo non può che essere piccolo e relativo. Per comprendere l’arte di Mauro Graziani non bisogna demordere ma insistere, riflettere e porsi domande, in un percorso di risalita alla fine del quale ci aspetta la consapevolezza.

 
Breve biografia di Mauro Graziani

50 anni di passione e lavoro.
Il maestro Mauro Graziani si è laureato all’Accademia di belle arti di Urbino e le sue opere pittoriche e scultoree sono state al centro di numerose mostre in tutte le Marche. Le sue sculture si possono ammirare in importanti siti anche fuori regione.

 
Privacy Policy
Torna ai contenuti